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Siti Astronomici

Starmap

Planetari virtuali

The NASA Astrophysics Data System

Astronomical Software & Documentation Service

Un calcolatore astronomico online

Un atlante celeste (1826)

Eclissi

Atlanti Celesti

Atlanti Celesti (2)

The Bradford Robotic Telescope

Il Cielo in 3D

Il catalogo di Messier

Astrolabi in Rete    


Starmap

http://www.mtwilson.edu/Services/StarMap/

Astrofili e amanti del cielo hanno a disposizione generalmente un buon atlante da consultare e sul quale seguire i fenomeni di loro interesse. Chi vuole semplicemente togliersi qualche curiosità, o, anche se con biblioteca ben fornita, avere accesso a una carta del cielo personalizzata, può utilizzare StarMap.
Il servizio è fornito dall’Osservatorio di Mt. Wilson, uno dei più prestigiosi del mondo.
Un semplice modulo permette di scegliere la località dell'osservatore, la data e l'ora, la magnitudine limite. Pochi secondi, e la mappa viene spedita al richiedente sotto forma di file postscript pronto per la stampa (o la visualizzazione con programmi tipo Ghostscript)..
I più esperti saranno curiosi di sapere che il servizio è effettuato da un programma in fortran che fa i calcoli e produce la mappa finale.

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Planetari virtuali

Home Planet è uno dei software astronomici più diffusi e meglio costruiti, ed è completamente gratuito. Your Sky (http://www.fourmilab.ch/yoursky/) è la versione interattiva su web di Home Planet. Compilando semplici moduli è possibile avere una rappresentazione del cielo in ogni epoca e da ogni punto della Terra.
Si possono avere le posizioni di pianeti, comete, asteroidi. C'è anche un "telescopio virtuale" che può essere puntato in una certa direzione o su oggetti celesti scelti da un apposito catalogo. Dalle pagine del web si può poi accedere al download di Home Planet e di altri programmi astronomici.

Altro esempio di planetario online è Sky Calendar (http://www.skycalendar.com/). Anche in questo caso, una semplice interfaccia interattiva permette di scegliersi la carta del cielo che si desidera, in base a posizione geografica, data, ora e definizione del tipo di astri che si vogliono rappresentati.
Sky Calendar propone anche una versione "locale" del suo software, che è poi un applet Java.


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The NASA Astrophysics Data System

http://adswww.harvard.edu/

La circolazione del sapere è sempre stata di importanza fondamentale per la ricerca scientifica. E a ben vedere lo strumento "web" è nato proprio per questo scopo. Bell'esempio di come si può agire in questo senso è l'ADS della NASA. E' un grosso database che contiene qualche centinaio di migliaia di abstract di articoli scientifici pubblicati. Molti di questi articoli possono essere scaricati in diversi formati: immagine gif, PDF, postscript. Gli argomenti trattati sono: astronomia e astrofisica, strumentazione, fisica. Oltre a questa importante fonte di informazioni, l'ADS offre una biblioteca digitale con il testo completo di alcuni libri, una raccolta, pressoché completa, di cataloghi astronomici e la possibilità di effettuare ricerche su altri archivi di dati astronomici.
Le funzionalità di ricerca sono abbastanza complesse, ma il sistema ha una chiara ed esaustiva pagina di help.



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Astronomical Software & Documentation Service

http://asds.stsci.edu/asds/

Il panorama del software per l'astronomia è fra i più ricchi e multiformi. Una guida che aiuti ad orientarsi e a scegliere ciò che più si avvicina alle esigenze e ai desideri dell'appassionato è quindi la benvenuta.
L'ASDS (Astronomical Software & Documentation Service) offre delle recensioni, chiare e ben fatte, di molti dei software disponibili, freeware, shareware o commerciali.
Inoltre, permette di consultare una ricca collezione di manuali e di documentazione di telescopi, strumenti, ecc.



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Un calcolatore astronomico online

http://w3.one.net/~rback/frames.html

Fasi Lunari, eclissi di luna, sciami meteorici, posizioni dei pianeti; se volete avere dati di questo genere ci sono tre possibilità: comprare un buon testo e farsi i conti, trovare un software tra quelli distribuiti in rete che dia ciò che volete, utilizzare un servizio online.
Astronomy Calculator è uno di questi servizi. Dedicato a chi non ha voglia e tempo di scriversi programmi ad-hoc, a chi li scrive e vuole verificare i suoi calcoli, a chi non vuole o non può utilizzare software specifici…
Pochi dati richiesti (data, ora) e i risultati sono lì da vedere.


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Un atlante celeste (1826)

http://www.stub.unibe.ch/stub/koenig/celestial.html

Franz Niklaus König (1765-1832) artista bernese, si specializzò nella produzione di paesaggi "trasparenti". Un diafanorama, così veniva chiamato, era costruito intagliando un pezzo di carta robusta, in modo che, attraversato dalla luce, proiettasse il paesaggio disegnato sulle pareti di una stanza. Con questa tecnica, König costruì nel 1826 un atlante celeste. Basandosi sull'atlante di Fortin e Flamsteed pubblicato qualche decennio prima (1776), egli produsse una ventina di "tavole" che mostravano le costellazioni e le stelle principali (fino alla 5a magnitudine).
Oggetto unico nella storia dell'arte e dell'astronomia, l'atlante dovette, all'epoca, avere un certo successo (se ne conoscono una ventina di esemplari), ma fu poi dimenticato.
Riscoperto in anni recenti, un esemplare è stato esposto in una mostra al Museo delle PTT Svizzere.
Le pagine web riportano la riproduzione di tutte le tavole.


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Eclissi

http://www.earthview.com/

Portatori di sventure o segni benevoli della divina provvidenza, le eclissi di sole hanno ispirato l'immaginazione dell'uomo per migliaia di anni.
Fra pochi mesi, l'11 Agosto 1999, in Europa sarà visibile l'ultima eclissi totale di sole del secolo, pardon, del millennio.
Per prepararsi ad affrontare il fenomeno molto si è scritto, si scrive e si scriverà.
Un riferimento interessane è Earthview. Principalmente basato sul libro Eclipse di Bryan Brewer, sul web si possono trovare riferimenti storici, miti, leggende, link ad altri siti, consigli di viaggio, ecc.
Notevoli le pagine dedicate ad eclissi future, scelte fra quelle che possono offrire mete turisticamente allettanti, o che mostrano coincidenze particolari (nel tempo e/o nello spazio) o che hanno peculiari caratteristiche.


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Atlanti Celesti

http://www.lhl.lib.mo.us/pubserv/hos/stars/welcome.htm

Lo studio e l'osservazione del cielo affascinano l'umanità da migliaia di anni. E da migliaia di anni l'uomo ha cercato di rappresentare i corpi celesti in forme utilizzabili per il loro studio o per motivi didattici, o più semplicemente per motivi artistici o estetici. Fra la metà del 1500 e gli inizi del 1800, la produzione di atlanti celesti coniuga il "rigore" scientifico con l'espressione artistica. Il risultato è la produzione di oggetti di incomparabile valore.
Questa "Età d'oro" delle rappresentazioni del cielo è ben rappresentata in "Out of this World", catalogo di una mostra tenutasi un paio d'anni addietro all'americana Linda Hall Library.
Il web contiene forse la più bella raccolta (online) di immagini tratte da queste opere. Una quarantina di atlanti vengono presentati con brevi note esplicative e alcune fra le immagini più belle. Molte le cose notevoli.
Un paio, giusto per stuzzicare la curiosità:

"De le stelle fisse" di Alessandro Piccolomini, pubblicato in Venezia nel 1540. Viene considerato il primo atlante celeste "moderno". A differenza di tutti gli altri, le carte riportano solo le stelle, senza linee che le congiungano per mostrare le note figure delle costellazioni, né disegni di personaggi mitologici o leggendari.

"Coelum stellatum Christianum" di Julius Schiller, pubblicato in Augsburg nel 1627 e "Harmonia macrocosmica" di Andreas Cellarius, pubblicato in Amsterdam nel 1661. Tentativi rimasti unici, e non più seguiti, di sostituire con nomi "cristiani" le denominazioni di origine "pagana" delle costellazioni. Così Cassiopeia diventa Maria Maddalena, Auriga S.Gerolamo, Perseo S. Paolo, ecc.


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Atlanti Celesti
(2)

Gli atlanti celesti del periodo fra il 1500 e il 1800 sono fra i più bei libri che siano mai stati stampati.
Tentativi, a volte splendidamente riusciti, di fondere conoscenze scientifiche e tradizioni mitologiche, in forme artistiche di notevole valore.
Molti di queste opere si possono trovare online. Sul web dell'Osservatorio di Brera nella sezione Cælum et terra (http://mahler.brera.mi.astro.it/), ad esempio, sono consultabili integralmente alcuni fra gli atlanti storici conservati presso l'Osservatorio: quelli celesti di Hevelius, Doppelmeyr e Flamsteed e quello terrestre di Sanson. (vedi anche la scheda Rappresentazioni del cielo)
Ma se qualcuno avesse voglia di possedere qualche "copia" di queste opere, possiamo consigliare l'acquisto di due CD-Rom veramente interessanti.

Il primo è "Atlas Coelestis" di Davide Neri, rintracciabile via email a: ban2280@iperbole.bologna.it Qui vengono presentati undici atlanti, da Hygino ad Argelander, passando per Bayer, Flamsteed, Bode, solo per citarne alcuni, con tutte le illustrazioni.
L'ipertesto è ben costruito e consente ricerche trasversali; si può, ad esempio, scegliere una costellazione e vederne le rappresentazioni in tutte le opere citate.

L'altro è il raro "Uranographia Britannica" di John Bevis. Prodotto verso il 1750, ne fu stampata qualche copia solo dopo la morte dell'autore nel 1771. Se ne conoscono solo 16 copie. Quella riprodotta nel CD, insieme con molto altro materiale informativo, è stata ritrovata nella biblioteca della Manchester Astronomical Society nel 1998. All'indirizzo http://www.u-net.com/ph/mas/bevis/cd-rom.htm
si possono avere tutte le indicazioni per l'acquisto.


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The Bradford Robotic Telescope

http://www.eia.brad.ac.uk/btl/
http://www.telescope.org

Possedere un telescopio, usarlo ogni sera per osservare e fotografare il cielo è il desiderio di ogni astrofilo.
Ma un buono strumento ha costi non proprio accessibilissimi; le nostre aree abitate hanno un tasso di inquinamento luminoso che impedisce qualunque tipo di osservazione (a volte anche a occhio nudo, figurarsi con un telescopio); il tempo che abbiamo a disposizione è sempre troppo poco…
Il Bradford Robotic Telescope viene in aiuto agli appassionati. Si tratta di uno strumento di 46 cm di diametro (riflettore Newtoniano), dotato di camera CCD, con montatura altazimutale, situato sui monti del West Yorkshire, in Inghilterra. Il telescopio è completamente robotizzato e un sistema di sensori gli consente anche di "decidere" se le condizioni atmosferiche sono favorevoli all'osservazione.
La caratteristica più interessante è che l'interfaccia per dialogare col telescopio è sul web. L'utente registrato (la registrazione è gratuita) può chiedere di fotografare una qualunque zona del cielo.
La richiesta viene accolta, sequenzializzata, schedulata ed eseguita appena le condizioni operative lo consentono. Il risultato può essere scaricato direttamente dal web. (in fugura un esempio: la galassia Whirlpool - M51)


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Il Cielo in 3D

http://www.astro.wisc.edu/~dolan/vrml/catalog.html

Se il vostro browser è dotato di un plugin VRML come Cosmo, queste pagine sono un interessante esperimento.
L'autore ha trasformato un paio di cataloghi di stelle (fra cui il noto Yale Bright Star Catalogue) in versione tridimensionale in formato adatto alla visualizzazione in realtà virtuale.
La versione completa del catalogo è un po' grossa da scaricare e un po' lenta da visualizzare, ma l'effetto è decisamente notevole.

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Il catalogo di Messier

in inglese: http://seds.lpl.arizona.edu/messier/
in italiano: http://astrolink.mclink.it/messier/Messier.html

Charles Messier (1730-1817), astronomo francese, era un cacciatore di comete. Mestiere che, a quei tempi, poteva assicurare fama e onori. Per evitare errori di identificazione, decise di compilare un catalogo di quegli oggetti celesti che, vista la poca definizione dei telescopi del tempo, potevano essere scambiati per comete. La sua opera divenne invece famosa per il suo contenuto, è la prima lista completa e affidabile di alcuni fra gli oggetti più belli nel cielo: nebulose, ammassi stellari, e galassie. E' l'inizio della storia della scoperta del cielo profondo. I due web (il mirror italiano è la traduzione fedele dell'originale americano) costituiscono un'ottima guida ai 110 oggetti del catalogo. Ognuno di essi ha una pagina ricca di informazioni e di link a immagini di tutti i tipi e dimensioni, comprese le splendide fotografie dello Hubble Space Telescope.

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Astrolabi in Rete

L'Astrolabio è uno strumento antico e molto usato da astronomi e astrologi fino alla metà del XVII secolo. Antenato dei moderni planisferi, esso consentiva la soluzione di numerosi e complessi problemi di calcolo delle posizioni degli astri, di calendario e di misurazione di angoli e distanze. I principi generali di costruzione erano stati descritti dagli studiosi greci intorno al primo secolo a.C., ma è con lo sviluppo dato dagli astronomi arabi intorno al 1000 d.C. che lo strumento acquista popolarità. Costruito generalmente in ottone, fra i 10 e i 20 cm di diametro, era molto spesso arricchito da decorazioni e disegni.

Martin Brunold, artigiano svizzero, astrolabienmacher, propone in Rete le sue creature:
(http://home.sunrise.ch/dbruno1/astrolabes/index.html)
splendide riproduzioni, fatte a mano, di astrolabi costruiti fra il 1000 e il 1600. Con una cifra oscillante fra i 400 e i 2000 $ e qualche settimana di tempo è possibile avere a casa propria uno di questi gioielli. Il sito di Brunold contiene magnifiche immagini delle sue realizzazioni.

Chi voglia conoscere meglio questo strumento e la sua storia pu= consultare il sito di James E. Morrison Janus (http://www.astrolabes.org/), sul quale è possibile trovare la versione moderna di questo antico strumento:
The Electric Astrolabe (http://www.astrolabes.org/electric.htm), un programma gratuito che ne riproduce tutte le funzioni.

I dettagli tecnici del disegno e della costruzione (richiedono una buona conoscenza di geometria e trigonometria) si trovano su:
"Costruzione ed uso dell'astrolabio"
(http://www.arcetri.astro.it/CDAs/
quaderni/ astrolabio/index.html
),
pagine preparate degli astronomi dell'Osservatorio fiorentino di Arcetri.

Usare un astrolabio richiede un po' di pratica e buone istruzioni.
Per queste si pu= usare quello che è considerato il primo manuale tecnico in lingua inglese della storia:
"A Treatise on the Astrolabe"
(http://art-bin.com/art/oastro.html)
scritto da Geoffrey Chaucer intorno al 1391.

Su Gallica, progetto della Bibliothéque Nationale de France
(http://gallica.bnf.fr/) si trova, infine, una riproduzione digitalizzata del "Trattato della composizione e fabbrica dell'Astrolabio e del suo uso" di Johann Stöffler, nella traduzione francese di Iean-Pierre de Mesmes, stampato a Parigi "Avec privilege du Roy" nel 1560.

Il libro è liberamente consultabile e scaricabile in formato PDF (circa 20 MB). A patto di conoscere il francese del XVI secolo, la lettura di questo testo permette di avere tutte le nozioni necessarie per emulare l'astrolabienmacher svizzero.

 

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R. Baggio - http://www.url.it, 1999 - 2001

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