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Il piano

Molti plaudono al nuovo piano strategico, e mi associo alle opinioni generalmente favorevoli per la stesura, per la prima volta nella storia, di un documento che con buon dettaglio propone linee strategiche generali e azioni concrete per lo sviluppo del settore nei prossimi anni. Mi vengono però in mente alcune considerazioni, che faccio per la parte sulla quale mi sento più competente, le tecnologie, con l’intento di offrire un contributo per gli sviluppi futuri di questo lavoro.

In generale mi sarei aspettato di vedere più spazio dedicato a un tema che già oggi, e ancor più nel futuro, è centrale per l'intero settore e sul quale si gioca molto della capacità di raggiungere buoni livelli di competitività e attrattività. Quattro sono i punti nei quali si parla esplicitamente di ICT, rispettivamente dedicati a italia.it, allo sviluppo di strumenti e-commerce al suo interno, alla partnership con operatori web e alla produzione di app per i visitatori stranieri. A mio parere si tratta di indicazioni (almeno le prime due) un po' "obsolete" o che non tengono ben conto di molti aspetti che, anche se a volte collaterali, hanno un impatto significativo.

Forse non si considera abbastanza il fatto che più che di sistemi rivolti al turista, peraltro in molti casi già presenti e di buona o passabile qualità, bisognerebbe pensare all'organizzazione e all'alimentazione di questi sistemi, e soprattutto a creare ambienti che favoriscano al massimo realizzazioni creative e innovative. E difficilmente l'idea del mega-portale può essere considerata innovativa, lo era 15-20 anni fa. Oltretutto mi pare che un portale accentrato e accentratore sia poco in linea col DNA della rete, tutto teso alla partecipazione e alla condivisione, come dimostra l'enorme successo delle tecnologie 2.0. Meglio allora pensare a un sistema che faccia premio su quanto già esiste e fornisca funzioni utili di ricerca intelligente, con un buon sistema di raccomandazione e di costruzione di itinerari, pacchetti e simili. Tale base va poi promossa con un utilizzo coordinato, intensivo ed efficace dei svariati canali che oggi il Web mette a disposizione (social media, blog, canali multimediali ecc.). MI parrebbe questa una proposta più efficace, che parte da quanto di buono esiste e che spinge a migliorare, dal basso, la qualità dell'offerta in rete e a migliorare il tasso di originalità, creatività e innovatività delle offerte online, e che si inquadra bene con altre azioni del piano come le partnership con operatori web. Senza buone e solide fondamenta iniziative di questo tipo (portali e megaportali) rischiano di avere vita difficile.

La storia delle tecnologie, tutte non solo quelle informatiche, dimostra che creatività e innovazione, indispensabili, oggi come non mai, per competere nel mercato globale, sono favorite molto (se non esclusivamente) da un ambiente che ha due caratteristiche: è un ambiente collaborativo (almeno in parte) e fornisce tecnologie di base standardizzate e interoperabili. Allora, supporto essenziale per ogni tentativo di offrire strumenti efficaci in rete dovrebbe essere la preparazione di un ambiente che incoraggi l’integrazione tecnologica delle supply chain del settore.

Ciò che davvero manca e diventa sempre più indifferibile, è una piattaforma che consenta di trovare e far trovare acquirenti e venditori in una piazza di mercato virtuale che faciliti transazioni veloci e automatizzate. Una rete diffusa dove domanda e offerta professionale si possano incontrare in maniera anche non totalmente strutturata, ma comunque in tempo reale per rispondere alle dinamiche richieste dal mercato e dove sia possibile valutare le proposte, negoziare costi e condizioni e stringere accordi senza dover passare attraverso lungaggini dovute a burocrazie farraginose o alla lentezza di mezzi di comunicazione tradizionali. Un tale sistema, poi, deve poter contare su un’infrastruttura di rete agile ed efficiente, che possa essere utilizzata in maniera coerente con le necessità spaziali e temporali degli operatori (larga banda fissa e mobile, accessi ben distribuiti sul territorio ecc.).

Tra l’altro questo mi pare un prerequisito essenziale per costruire nuovi prodotti, organizzare l’incoming, stringere accordi con tour operator o formare partnership digitali, elementi richiamati in altre parti del piano strategico. Altro argomento sono le app. Buona idea, ma forse, accanto a questa sarebbe stato meglio pensare a estendere davvero la copertura di connessioni veloci necessarie su tutto il territorio e ragionare un po' meglio sulle condizioni di utilizzo. Quanto potranno essere usate da visitatori queste app se i costi di roaming per gli stranieri (ma spesso anche per gli italiani) le rendono poco sostenibili? Quanti WI-FI ad accesso veloce e gratuito esistono in giro per il Paese? Sarebbe pensabile pianificare azioni tese a ridurre questi costi per favorire l'uso delle app? E poi, visto che esiste una discussione in corso sull'effettiva efficacia di strumenti come questi, costosi e complicati da realizzare, forse sarebbe utile pensare prima ad azioni di supporto al ridisegno di quanto esiste per aggiornarlo tecnicamente e renderlo compatibile con le strumentazioni mobili (smartphone e tablet) che si avviano rapidamente a diventare il principale modo di accesso alla rete.

Qui prevengo un’obiezione che alcuni faranno: alcuni elementi citati (soprattutto quelli infrastrutturali) vedono responsabilità e guida in ambiti istituzionali che hanno nulla o poco a che vedere con il turismo. Vero, ma difficilmente si riuscirà a convincere della assoluta necessità di collaborazione gli operatori di un settore tradizionalmente fin eccessivamente competitivo se le istituzioni non danno il buon esempio.

Infine, vedo poco trattato il tema della ricerca e della formazione specifica in questo campo (si parla di formazione, ma in maniera generica), che dovrebbero costituire la base su cui costruire. Temi molto caldi e "appassionanti" come dimostrano le molte, ma spesso scollegate, iniziative di grande popolarità (da BTO a BE-Wizard a WHR, per citare solo le più note). Il loro successo testimonia la grande fame di conoscenza, a tutti i livelli (dalle teorie e i modelli alle ricette pratiche) del mondo frastagliato e frammentato di piccoli e piccolissimi operatori che ancora soffrono di gravi carenze di competenze e risorse.

Una forte azione di policy per il turismo tecnologico deve avere come obiettivo quello di fare da catalizzatore rispetto a tutti questi elementi (formazione, ricerca, strumenti di base, infrastrutture e standard di interoperabilità) e di caldeggiarne la definizione e l’utilizzo.

Febbraio 2013


R. Baggio - Last update: Feb 2013

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