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Edmond Halley
   Rodolfo Baggio

Edmond Halley nasce a Haggerston (ai tempi un sobborgo di Londra) il 29 ottobre 1656 (la data non è certa).

Il padre era un commerciante e proprietario di fabbricati abbastanza ricco e ben noto nella buona società londinese. A 16 anni, alla morte della madre, il giovane Halley entra all'Università di Oxford. Il suo interesse per la matematica e l'astronomia era già ben sviluppato, tanto che egli arriva ad Oxford portandosi i suoi strumenti: un telescopio di sette metri ed un quadrante di un metro, oggetti che avrebbero fatto l'invidia di ogni docente e studioso dell'epoca. Durante le vacanze estive fa da assistente a John Flamsteed, primo astronomo reale e primo direttore dell'Osservatorio Reale di Greenwich.

Nel novembre del 1676, non ancora laureato, parte a bordo della Unity, nave della Compagnia inglese delle Indie Orientali, diretto all'isola di Sant'Elena, nell'Atlantico meridionale a circa 2000 chilometri dalle coste africane.

Con una buona dotazione di strumenti astronomici, la benedizione di Re Carlo II e della londinese Royal Society ed il finanziamento del suo ricco padre (circa 300 £ all'anno, il triplo dello stipendio dell'allora astronomo reale John Flamsteed) l'appena ventenne Edmond Halley aveva un programma ambizioso: misurare e compilare un catalogo di posizioni delle stelle principali del cielo australe.

Il suo soggiorno sull'isola dura poco più di un anno. In questo periodo egli osserva e calcola la posizione di circa 300 stelle, determina accuratamente la longitudine dell'isola dalle osservazioni dei satelliti di Giove, osserva il transito di Mercurio sulla superficie del Sole e fa osservazioni della Luna.

Nel Novembre del 1678 i risultati delle sue osservazioni vengono presentati alla Royal Society. Il successo è enorme. Halley è accolto come "fellow" della Royal Society e Flamsteed lo definisce un "novello Tycho".

Con mirabile intuito politico, il giovane Halley "costruisce" (con stelle della costellazione di Argo) una costellazione nuova che chiama, in onore del Re, Robur Carolinum, in riferimento alla quercia che aveva dato riparo a Carlo II dopo la sconfitta subita nella battaglia di Worcester del 1651 ad opera di Cromwell. Come ricompensa Carlo II chiede all'università di Oxford di concedere ad Halley la laurea, anche se il giovane astronomo non aveva sostenuto tutti gli esami necessari.

Nel 1679 ha il suo primo incarico ufficiale. La Royal Society, e in particolare il suo segretario Robert Hooke, lo manda a Danzica in Polonia. Lì viveva e lavorava uno dei più famosi e stimati astronomi: Johannes Hevelius.

Era nata una polemica fra gli inglesi Hooke e Flamsteed ed Hevelius sull'utilità del telescopio nel condurre osservazioni accurate del cielo, soprattutto sulle posizioni degli astri. Hevelius continuava ad usare i metodi tradizionali di osservazione ad occhio nudo con strumenti come quadranti, sestanti e sfere armillari. Halley lavora per circa sei mesi con l'astronomo polacco e al suo rientro scrive una relazione alla Royal Society, sostenendo che i metodi di Hevelius erano così accurati che egli avrebbe difficilmente potuto far di meglio. Questa sua posizione provoca un disaccordo con Flamsteed che non sarà più ricomposto.

Negli anni successivi (1680-1682) Halley fa un lungo viaggio nell'Europa continentale. Incontra Cassini, direttore dell'osservatorio di Parigi, e il danese Römer che aveva calcolato la velocità della luce deducendola dalle osservazioni di Io, satellite di Giove; è a Roma e nei Paesi Bassi e in altri osservatori e università europee.

In quel periodo era apparsa una brillante cometa che, dopo aver viaggiato verso il Sole era scomparsa per poi riapparire dal lato opposto allontanandosi dalla stella.

Molti pensavano si trattasse di due comete distinte. Halley scrive a Flamsteed che risponde di ritenerlo un unico corpo celeste con un'orbita curva, ma di non avere idea dei motivi di questo comportamento supponendo un cambiamento nel campo magnetico della cometa nel suo passaggio vicino al Sole che ne aveva provocato la repulsione da esso.

Nello stesso periodo Halley incontra Isaac Newton a Cambridge. Newton, che all'inizio pensava anch'egli trattarsi di due corpi diversi, comincia a lavorare all'ipotesi che il comportamento della cometa abbia qualcosa a che fare con la gravitazione.

Al suo rientro in patria, nel 1682, si sposa con la figlia di un noto avvocato e si stabilisce a Islington (Londra) in una casa in cui allestisce un osservatorio privato.

Osserva la Luna e ritiene che misure accurate delle posizioni lunari rispetto allo sfondo celeste nel suo ciclo di 18 anni avrebbero potuto essere sufficienti a fornire dati per migliorare l'accuratezza della navigazione; studia gli anelli e le lune di Saturno, nota la differenza fra Polo Nord magnetico e Polo Nord geografico e la variazione della declinazione magnetica nel tempo. Confronta le maree del Tamigi con le fasi della Luna, si occupa di archeologia cercando di datare l'arrivo di Giulio Cesare in Britannia, traduce un trattato di Apollonio sulle coniche. Scopre il moto proprio delle stelle misurando le differenze delle posizioni dai cataloghi precedenti dopo aver tenuto conto della precessione e trova il modo di calcolare la distanza del Sole studiando i transiti di Venere.

Fa un'ascesa in pallone con un barometro a mercurio per misurare le variazioni di pressione atmosferica con l'altitudine; da pioniere delle scienze sociali calcola le tavole di mortalità per la città di Breslau.

Da uomo colto e di vasti interessi, Halley partecipa attivamente alla vita della buona società e della politica londinese, ma soprattutto è al centro della comunità scientifica inglese in uno dei suoi momenti di massimo splendore e creatività; nel 1686 diventa assistente della segreteria della Royal Society.

Durante una delle tante conversazioni e discussioni scientifiche Sir Christopher Wren (astronomo e architetto, noto soprattutto per la ricostruzione di Londra dopo il grande incendio del 1666) pone a lui e Hooke un quesito: quale sarebbe l'orbita di un pianeta se il suo moto fosse governato da una legge di attrazione dipendente dall'inverso del quadrato della distanza?

Nessuno dei due sa rispondere, ma del problema Halley si ricorda qualche mese dopo quando fa visita a Newton e glielo riferisce. Newton, qualche tempo dopo, fa avere le sue riflessioni ad Halley in un breve lavoro dal titolo De Motu Corporum in Gyrum. Ad Halley non sfugge il fatto che quel lavoro conteneva una teoria della gravitazione nuova e potentissima, in grado di spiegare non solo il moto e le orbite dei pianeti, ma anche l'influenza della Luna sulle maree, il comportamento di un pendolo, la caduta dei gravi, le traiettorie dei proiettili. L'importanza di questa teoria era tale che Halley fa di tutto per convincere Newton a sistematizzare le sue considerazioni. Qualche anno dopo, nel 1687, Halley curava, e finanziava in gran parte, la pubblicazione dgli sforzi del professore di Cambridge in un volume dal titolo: Philosophia Naturalis Principia Mathematica. L'amicizia con Newton dura per il resto della sua vita, ed è proprio il grande fisico a favorire, nel 1696, la nomina a sovrintendente della zecca di Chester.

Altro grande interesse di Halley, forse sviluppato ai tempi del suo viaggio a Sant'Elena, e sicuramente legato ai suoi studi di astronomia e sul magnetismo, era quello per la navigazione.

Aveva studiato le maree e fatto rilevamenti esplorando le coste inglesi e francesi della Manica, forse anche per scopi militari. Agli inizi degli anni 90 aveva tentato di recuperare il prezioso carico di una nave affondata al largo delle coste del Sussex con una campana pneumatica e dei sommozzatori vestiti con indumenti spalmati di grasso che consentivano loro di stare a profondità di circa 20 metri per un paio d'ore.

I suoi studi sulle maree e le declinazioni magnetiche nella Manica (e il suo lavoro di spionaggio?) gli valsero il titolo di capitano della Royal Navy. Con questo titolo, nell'ottobre del 1698, Halley prende il comando di un piccolo vascello di 90 tonnellate e 20 persone di equipaggio: il Paramore.

Nei successivi due anni il vascello naviga in lungo e in largo l'Oceano Atlantico, dall'Europa al Brasile, da Antigua al Sud Africa, al Nord America. Durante la navigazione vengono prese misure accurate della declinazione magnetica e dei venti predominanti; il risultato è la prima affidabile carta magnetica dell'Oceano, strumento di importanza fondamentale per i navigatori dell'epoca.

Nel 1703 Halley ottiene la cattedra Saviliana di geometria ad Oxford e qualche anno dopo (1710) gli viene concesso il titolo più alto, quello di Doctor of Laws, ma egli preferì sempre farsi chiamare Capitano Halley, piuttosto che Dottor Halley.

Da parecchio tempo amico di Newton, gli viene chiesto da questi di sovintendere alla pubblicazione di un nuovo catalogo di stelle basato sui dati delle osservazioni di Flamsteed, i più accurati allora esistenti al mondo. Questi dati erano oggetto di una delle tante polemiche in cui Newton fu coinvolto nella sua vita.

Flamsteed asseriva di avere esclusiva proprietà dei dati perché frutto di osservazioni fatte con strumenti da lui stesso acquistati e portati a Greenwich, mentre Newton riteneva che tutti i risultati ottenuti nell'Osservatorio Reale fossero di pubblico dominio; inoltre aveva assolutamente bisogno di quei dati per i suoi studi sulla gravitazione, sul moto dei corpi celesti e sulle comete.

Halley e Newton vengono in possesso dei dati, non si sa bene come.

Il catalogo è pubblicato nel 1712, senza l'approvazione di Flamsteed, anche se ne porta il nome.

Fu uno dei grandi scandali scientifici dell'epoca.

Halley sosteneva di aver dovuto rifare molti calcoli perché Flamsteed era un osservatore pigro, che non meritava la posizione di Astronomo Reale e che le sue osservazioni erano incomplete e poco accurate.

Flamsteed definiva Halley un "maledetto ladro" che aveva rubato il lavoro della sua vita, riesce a recuperare 300 delle 400 copie stampate e le brucia in un memorabile rogo nei giardini di Greenwich, come "sacrificio alla Verità Celeste".

Nel 1705 Halley pubblica un lavoro dal titolo Astronomiae Cometicae Synopsis.
Con i dati di Flamsteed delle osservazioni della cometa del 1682, la teoria di Newton e le leggi di Keplero egli calcola un'orbita ellittica per il corpo celeste e la verifica con le osservazioni di comete del 1456, del 1531 e del 1607 e ne prevede la riapparizione per il 1758.

Egli esorta gli astronomi a cercarla in quella data scrivendo:
"se avrò ragione, fate sapere al mondo che questa scoperta è stata opera di un inglese".

La cometa viene avvistata il giorno di Natale del 1758 e raggiunge il perielio il 13 aprile 1759, da allora porta il suo nome.

Halley succede a Flamsteed nella carica di Astronomo Reale nel 1720.

All'età di 63 anni riprende il suo progetto di osservazioni della Luna sperando di trovare un metodo per il calcolo della longitudine in mare, problema tanto sentito che il governo inglese aveva stanziato la rispettabile cifra di 20.000 sterline per chi avesse risolto il caso. Finì il suo lavoro poco prima di morire, ma il Longitude Prize fu assegnato a John Harrison inventore e costruttore dei primi cronometri.

Dopo una vita lunga, attiva e di grandi risultati in molti campi della scienza Edmond Halley moriva a Greenwich il 14 gennaio 1742.

(vai al catalogo del cielo sud)



Su Halley in rete:

Biografie (con riferimenti bibliografici):
http://es.rice.edu/ES/humsoc/Galileo/Catalog/Files/halley.html
http://heritage.greenwich2000.com/vip/astronomers/halley.htm
http://faust.irb.hr/~dpaar/fizicari/xhalley.html
http://www-groups.dcs.st-and.ac.uk/~history/Mathematicians/Halley.html

Il Viaggio del Paramore:
http://unixb.nerc-murchison.ac.uk/paramore

La Cometa di Halley:
http://www.physics.upenn.edu/nineplanets/halley.html

 


R. Baggio - Last update: November 2001

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